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Intervista di Marco Nuzzo alla cantautrice Chiara Jerì

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Chiara Jerì intervistata da Marco Nuzzo

Andrea Barsali e Chiara Jerì
foto di Valeria Bissacco


Per Vetrina delle Emozioni, ho intervistato Chiara Jerì, cantante e cantautrice, vincitrice di diversi premi tra cui il primo premio ex aequo al concorso Un notturno per Faber. Terminata la registrazione del primo album, Mobile identità, ha partecipato e partecipa alla promozione dello stesso mediante concerti ed eventi promozionali.

Un benvenuto, Chiara e grazie per averci concesso il tuo tempo. Parliamo di te. Leggo dalla biografia su Lastfm: “CHIARA JERI’ è una pulce con la tosse… che non può impedire a se stessa di comprendersi cantando… e scrivendo le sue storie. Libera di essere un soffio… un solo batter di ciglia”. Perché “una pulce con la tosse?”.

Autodefinirsi credo sia complicato per tutti, io tendo a descrivere le cose per immagini: un essere piccolo, quando è in equilibrio con la sua natura, può trovare ristoro, conforto, fascino ed emozione sia nel punto sia nell’orizzonte.

“ Una pulce con la tosse”, nello specifico, è semplicemente una donna che ha trovato il suo modo di esprimersi, essendo consapevole di farlo istintivamente, utilizzando una voce “non educata”, “… che non può impedire a se stessa di comprendersi cantando”. 

Cosa vuol dire “comprendersi cantando”? A quale livello di percezione e di comprensione di se stessi si può giungere attraverso le note?

Per me, è il modo perfetto e totale, per percepire e far percepire il mondo che non si vede e che si può solo sentire, “il dentro dentro”, scuro abisso e trasparente infinito.

A che età comincia a svilupparsi la passione per la musica e cosa ti spinge a intraprendere la carriera di cantautrice?

Onestamente non ho memoria di un solo attimo della mia vita senza musica. Mi è davvero molto difficile considerare quel che faccio, con le parole e le note, “Una carriera” e non per falsa modestia, sicuramente per un indomito senso del pudore. Comprendo, però, la necessità di coloro che provano ad avvicinarsi al “mio mondo” collocandolo , in qualche modo, a qualcosa di definito.

Mi spinge, in ogni caso, la voglia di vivere insieme qualcosa che nasce da soli.

Parliamo un momento del tuo album: Mobile identità: ha avuto un forte riscontro in ambito musicale. Cosa c’è in questo lavoro? Perché acquistarlo?

“Mobile Identità” è la mia prima forma di “diario in musica”…un puzzle emotivo, utilizzando pezzi che “rac-cantano” la mia vita fino allora. Interprete di sette storie memorabili della canzone, al tempo stesso, la voce che ha dato tutto quel che ha potuto a sette racconti mai ascoltati prima.

Io lo acquisterei, proprio per questo: è l’inizio del libro.

Vari successi e collaborazioni con diversi artisti, tra cui il duo acustico col chitarrista Andrea Barsali. Ci parleresti di questo aspetto?

Per me, la musica è abbandono totale dalle difese, è per questo che la considero la massima espressione di libertà; questa mia visione, per altri, può essere solo una “pericolosa” forma di limitazione. Ho solo collaborato con artisti, con i quali, si è instaurata una forte affinità; con Andrea Barsali ho scoperto l’intesa perfetta, sorridendo, non giro mai questa domanda a lui, non è necessario conoscere sempre tutto.

Chi è Chiara Jerì nel quotidiano?

Mi dicono una persona complicatissima, io mi sento vera.

Ascoltando la tua musica, la tua voce, si nota una vena romantica e forte insieme, sembra quasi di guardare album in bianco e nero che rendono presente la percezione di un attimo. Qual è il messaggio, se esiste, che cerca di comunicare Chiara al suo pubblico?

Ascoltare e accorgersi della vita di chi ti è accanto.

A che genere di pubblico si rivolge Chiara Jerì?

Ho negli occhi il disegno di una bambina di cinque anni che ci ritrae durante un concerto e il calore dell’abbraccio di una Signora dai luminosi capelli bianchi.

In che genere inquadreresti la tua musica?

Non l’inquadro, è libera da ogni vicolo.

Che genere di musica ascolta Chiara Jerì?

Scelgo ciò che mi piace, ascoltando quanto di più possibile.

Un anticipo sul prossimo progetto; ce ne parleresti?

Nessuno meglio di Andrea ha descritto cosa sia “Mezzanota”, quando ho letto le parole che ci ha regalato, non mi vergogno a dire che ho provato una commozione, che tocca le corde della più profonda comprensione: “Mezzanota è un neologismo, è un attimo, è imperfezione viva, è fruscìo, è creazione, è voce che si stacca dal pensiero e diventa musica, è suono che saluta le dita e diventa ambiente; ma non è musica e non è ambiente, è tutto quello che c’è prima di arrivarci e tutto quello che c’è dopo aver pensato di arrivarci, Mezzanota non si riduce alla sola tecnica, Mezzanota… è l’istante in cui l’Intenzione diventa Musica.”

E per quanto riguarda le previsioni future? Hai altri lavori in cantiere?

Toccare il CD di “Mezzanota” , regalargli una festa vera dopo tanto “lavoro”. Continuare a scrivere, a godere del suono che lo accompagna.

Ti ringrazio per la disponibilità Chiara. Ti faccio tanti auguri e complimenti per i tuoi lavori. Spero di averti ancora tra noi. A presto!

 

Per approfondimenti sulla musica di Chiara Jerì:

 

Canale Youtube

Pagina Facebook – Mezzanota, Chiara Jerì e Andrea Barsali

Pagina LastFM

Pagina ReverbNation

Pagina Facebook – Chiara Jerì, Mobile Identità

 

A cura di Marco Nuzzo

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