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Ascoltavo le Maree di Guido Mattioni

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COMUNICATO STAMPA

Ascoltavo le Maree di Guido Mattioni
Sono state due settimane movimentate e intense sotto ogni punto di vista, quelle vissute tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre in America dallo scrittore Guido Mattioni, autore del romanzo “Ascoltavo le maree”, disponibile anche nella versione in inglese intitolata “Whispering Tides”. La prima tappa era stata New York, dove l’Autore milanese avrebbe dovuto prendere parte a due importanti appuntamenti: la manifestazione Art for the Environment (una installazione dello scultore friulano Andrea Rusin nell’East River Park di Manhattan rivolta a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul problema della deforestazione e delle sue conseguenze sul clima) e la presentazione del suo romanzo alla Learn Italy School, la prima scuola di italiano, a capitale italiano, aperta negli Stati Uniti. Il fondatore e direttore di Learn Italy, Massimo Veccia, ha infatti scelto “Ascoltavo le maree” come libro di testo per i suoi corsi nelle sedi di Manhattan, New Jersey e Miami (altre sedi sono in via di apertura a Chicago, Detroit e San Francisco). A concreta dimostrazione di quanto appunto il clima sia cambiato e stia cambiato per colpa dell’uomo, in quei giorni su New York è piombato l’uragano Sandy con le conseguenze che tutti hanno potuto vedere in tv. Per Mattioni, Sandy ha significato la cancellazione di entrambi gli appuntamenti newyorkesi, organizzati e curati da mesi. “Ma io in fondo ho perso solo due occasioni che verranno rifatte il prossimo anno, mentre tanta povera gente ha perso davvero tutto. E io il disastro l’ho visto da vicino, non in tv”, commenta lui.
Infatti, martedì 30 ottobre, avendo compreso che il suo aereo di giovedì 1 novembre per Atlanta non sarebbe mai partito dall’aeroporto La Guardia ancora sott’acqua, e risfoderando per l’occasione la prontezza di riflessi di quando faceva l’inviato speciale in zone anche difficili del mondo, Mattioni ha recuperato una delle ultime auto a noleggio ancora disponibili a New York e quando ha saputo che il Lincoln Tunnel era stato riaperto ci si è fiondato dentro scappando così da New York. “Per tre ore, senza Gps sull’auto e senza nemmeno una carta geografica dettagliata (i negozi erano tutti chiusi, ndr ) ho vagato tra le villette tutte uguali del New Jersey, rimbalzato da una deviazione obbligata all’altra dagli addetti dei cantieri improvvisati che sorgevano a quasi ogni angolo di strada. Ma alla fine, con un po’ di senso dell’orientamento, con delle buone indicazioni a voce e con una bella dose di fattore B, la strada giusta l’ho trovata”.
Il viaggio, non preventivato, è stato comunque bellissimo, racconta l’autore che, insieme con la moglie Maria Rosa ha dovuto prendere la via meno diretta, quella delle montagne (la zona della Capitale Washington, sulla Interstate abitualmente più frequentata e diretta era infatti anch’essa sott’acqua per colpa di Sandy) e attraversare così New Jersey, Pennsylvania, Maryland, West Virginia, Virginia, North Carolina e South Carolina prima di arrivare a vedere la terra rossa della Georgia e la sua capitale, Atlanta, la mattina del 1° Novembre. Sono stati due giorni di viaggio attraverso un’America rurale ferma nel tempo, “dove le auto della polizia hanno le ragnatele”, e dalla bellezza struggente. Istantanee da calendario patinato dipinte con i colori dell’autunno.
Mattioni “doveva” assolutamente essere ad Atlanta quel giovedì pomeriggio. Perché alle 5, in un’aula della Georgia State University della capitale georgiana lo attendevano il professor Richard Keatley, assistente di lingua italiana presso il Dipartimento di Lingue Moderne e Classiche dell’ateneo, altri docenti e un folto gruppo di studenti, molti dei quali aderenti all’associazione ”I Giovani Colti” (è scritto proprio così, in italiano), dediti allo studio della nostra lingua. Oltre ad aver acquisito entrambe le versioni del libro di Mattioni nella libreria accademica, la Georgia State ha adottato la versione italiana “Ascoltavo le maree” come libro di testo e di esercitazione nei corsi di Italiano. “Quando, ad agosto, il professor Keatley mi aveva mandato il primo compito scritto da una sua allieva sul mio romanzo avevo avuto una emozione fortissima, da pelle d’oca”, ci ha raccontato Mattioni.

Guido Mattioni e Richard Keatley

Lo scrittore Guido Mattioni con il Professore Richard Keatley docente di Italiano presso il Modern and Classical Languages Department dell’ateneo georgiano

Emozione rivissuta nell’incontro di Atlanta, dove lo scrittore è stato subissato di domande e dalle richieste di dedica firmata sulle copie del libro. Quello che infatti forse pochi sanno è che oggi la nostra lingua è la terza studiata negli Usa. Ma se lo studio dello Spagnolo (ormai ci sono Stati popolati quasi in maggioranza dai latinos) e del Cinese (per ragioni di lavoro) hanno motivazioni pratiche e utilitaristiche, quello dell’Italiano ha assunto una connotazione “positivamente” elitaria, o se si vuole anche un po’ snobistica. Insomma, è la lingua europea che gli americani più colti e raffinati amano studiare e poter dire di conoscere. A conferma di ciò, va citata la straordinaria e vivace realtà di Ciancia, il circolo di conversazione e di cultura italiana di Atlanta, fondato dall’architetto e imprenditore Giancarlo Arturo Pirrone e forte di quasi 2000 soci, perlopiù americani. E la sera successiva alla presentazione in Georgia State, un centinaio abbondante di aderenti a Ciancia ha festeggiato lo scrittore italiano e il suo libro in un party a base di vini e cibi tricolori in un appartamento al 19° piano di Midtown, con una splendida vista sulla skyline di Atlanta.
Poi, di nuovo on the road diretto questa volta a Savannah, quattro ore d’auto più a Sud.

Guido Mattioni con Mrs. Edna Jackson

L’incontro con Mrs. Edna Jackson, sindaco di Savannah

Chi conosce Mattioni e il suo libro sa tutto di Savannah, la cosiddetta Hostess City dell’Old South, fascinosa seconda città più antica d’America, tanto bella da essere stata risparmiata – l’unica! – dalla distruzione del generale nordista Sherman nella sua famosa Marcia verso il mare durante la Guerra Civile americana. Mattioni, che di Savannah è innamorato dalla prima volta che ci ha messo piede nel 1991, al punto di ritornarci da allora una volta all’anno, che ne è cittadino onorario dal 1998 e che lì ha ormai forse più amici che a Milano, ha ambientato a Savannah anche la vicenda del suo romanzo, che vede però come protagonista un italiano, Alberto Landi, in fuga fin lì dopo un grande dolore per ricostruire la propria vita. Di norma, nella letteratura anglosassone, sono personaggi inglesi o americani a cercare di rinascere in Italia, in Toscana, in Liguria o in qualche villaggio siciliano; Mattioni ha invece capovolto la regola.
Il suo ultimo e recentissimo soggiorno a Savannah – ma già sull’aereo che lo riportava in Italia lui stava pensando a quando ci ritornerà il prossimo anno – si è concluso con lo straordinario incontro con il sindaco della città georgiana, la signora Edna Jackson, alla quale Guido aveva fatto avere mesi addietro copia del suo libro in inglese, ricevendo in cambio la richiesta di un incontro in Municipio in occasione del suo primo ritorno a Savannah. E così è stato. Lo scrittore ci ha descritto l’incontro in toni entusiastici, parlandoci di una donna forte e carismatica e raccontandoci di una splendida storia personale costruita giorno per giorno sul fronte della battaglia per i diritti civili. Una storia iniziata a scrivere da giovanissima, appena diciottenne, il 28 agosto del 1963, quando Mrs. Jackson organizzò e guidò un gruppo di suoi concittadini afroamericani fino a Washington, per sentire il celebre discorso di Martin Luther King, “I have a dream”.
Usa Best Book Awards - FinalistIl sogno americano, senz’altro più in piccolo, ha inseguito anche Mattioni fino in Italia, dove sabato scorso è stato raggiunto da una email in arrivo dalla California e contenente una parola bellissima – “Congratulation!” – e una notizia ancora più gratificante: “Whispering Tides” aveva concluso nella rosa dei Finalisti, nella categoria Literary Fiction, la propria corsa ai prestigiosi USA Best Book Awards di Los Angeles, unico italiano su migliaia di iscritti di tutto il mondo. La versione inglese del suo romanzo ha così bissato il risultato che aveva portato a casa ad agosto finendo come Finalista anche ai Global eBook Awards di Santa Barbara, sempre in California, una sorta di Oscar del libro digitale al quale Mattioni si è reiscritto per l’edizione 2013 ottenendo già da subito la Nomination.

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