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Intervista di Federico Negro a Ilaria Celestini

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Ilaria Celestini intervistata da Federico Negro

Ilaria Celestini

Gentilissima Ilaria, vorrei innanzitutto ringraziarla per la disponibilità di averci concesso questa intervista in esclusiva per il nostro canale web vetrinadelleemozioni.com.

Grazie a voi, non capita spesso di poter dialogare di poesia…

In qualità di poetessa, nell’ambito di una situazione socio economica di difficile comprensione, come giudica gli attuali mutamenti che sembrano  interessare la società italiana, la quale appare non troppo vicina alla cultura dedita alla poesia?

Credo che ci sia una vera e propria ‘fame’ di poesia, di bellezza, di arte in una società come la nostra; oggi è vero che la crisi economica e anche morale che stiamo attraversando è particolarmente difficile e drammatica, ma è anche vero che l’arte esprime le istanze più profonde dell’animo umano e al tempo stesso è specchio del proprio tempo.

Se dovesse spiegare ad uno studente o ad un giovane che cos’è la poesia, quali termini utilizzerebbe?

Penso che userei termini molto semplici, comprensibili a tutti: non ho la pretesa di definire la poesia, perché il suo fascino sta proprio nella sua ineffabilità. Potrei magari parlare di amore, passione, sentimenti, ma anche di impegno, senso civico, ricerca di significato: la poesia esprime ogni sfumatura del sentire umano, senza definire, ma evocando, alludendo, suscitando emozioni.

Nella sua ultima pubblicazione «Memorie intrusive», edito dall’Associazione Culturale Tracce­PerLaMeta, si pone l’accento sulle atrocità della società, sulle violenze passate che toccano inesorabilmente l’animo umano e che conseguentemente ci portiamo dentro.
Cosa dovrebbe accadere affinché tutto ciò abbia termine, per consentire a coloro che sono in  difficoltà di trovare la forza per sentirsi al sicuro?

Occorre forse creare una mentalità nuova, di solidarietà profonda con le vittime, con tutte le vittime di tutte le mille forme di violenza presenti nella società in cui viviamo; ci sono già tante realtà positive che operano in questo senso, basti pensare ai tantissimi volontari di enti e associazioni che si dedicano ai più deboli. Ecco, penso che bisognerebbe valorizzare di più queste realtà positive e sostenerle attivamente.

Dai suoi versi percepisce il frutto di lampi improvvisi che riescono ad emozionarla mentre divengono reale poesia? Quali sono le tematiche che maggiormente preferisce?

Amo parlare di amore, di temi sociali e delle domande intorno al significato dell’esistenza; solitamente scrivo in maniera spontanea e senza pianificare, anche se conosco le tecniche compositive e trovo che sia importante rileggere il testo, cercando di elaborare di volta in volta le espressioni più adatte a comunicare quello che ho dentro.

Memorie intrusive di Ilaria CelestiniQuali sono gli autori che le hanno tenuto compagnia sin dall’infanzia e che ancora oggi ricorda con maggiore affetto?

Curiosamente, scrivo in poesia ma amo la prosa: ho amato nell’infanzia la narrazione vivace di Louise May Alcott e le vicende delle sue Piccole Donne; in età matura, poeticamente, ho apprezzato molto i classici, tutti, ma, in particolare, Mimnermo, con la sua visione della precarietà umana simile a quella delle foglie sugli alberi. Amo in modo viscerale Proust e Goethe.

Oggi la scrittura in versi vive un periodo senza dubbio di difficoltà, quali sono secondo lei le motivazioni che l’hanno condotta ad una tale situazione e come si potrebbe far emergere questa cultura letteraria di nicchia.

Penso che oggi molti stiano riscoprendo la poesia, come modo di comunicare e come riflessione profonda sulla vita e sulla società; il rischio forse è quello di astrarsi troppo rispetto al proprio tempo, perdersi nei solipsismi, nelle rime amore/cuore, nelle tematiche eccessivamente intimiste o nella rigidità della ricerca formale.

Come giudica il mondo dell’editoria e quale sarebbe il modo migliore perché anche autori sconosciuti possano mettersi in evidenza?

Ritengo che come in ogni ambito ci siano operatori seri e pieni di passione, di bravura, di capacità di iniziativa, e anche situazioni meno positive; sarebbe bello che l’editoria che svolge un compito culturale e anche sociale, fosse sostenuta a livello pubblico.
Riguardo ai nuovi autori, credo che un grandissimo aiuto stia già venendo dal Web: oggi pubblicare e farsi conoscere non è difficoltoso come un tempo; ci sono ottimi siti e pagine veramente ben fatte che propongono testi di vario livello e che possono veramente interessare molte tipologie di utenze.

Se dovesse utilizzare alcune parole per raccontare la sua raccolta, quali sarebbero?

Direi: amore vero contrapposto ad amore falso; libertà e rispetto dell’altra persona contro la violenza e la sopraffazione; tenerezza e stupore per la vita invece della banalità e dell’eccesso di materialità.

Dopo «Memorie intrusive» quali saranno i suoi progetti?

Vorrei scrivere in prosa, è tanto che desidero farlo, ma, puntualmente, quando mi trovo davanti alla famosa ‘pagina bianca‘, dalla penna escono solo poesie… credo che la mia, dal punto di vista stilistico, ma anche nei contenuti, sia una vocazione all’essenzialità…

Infine, facendole i migliori auguri, perché un lettore amante della poesia e non, dovrebbe acquistare il suo libro?

Perché è stato scritto con l’anima, e all’anima di chi lo legge intende rivolgersi, in un dialogo profondo, e quello che più conta, vero.

A cura di Federico Negro
in esclusiva per vetrinadelleemozioni.com

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