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Intervista di Gioia Lomasti e Marcello Lombardo a Emanuela Pacotto

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Emanuela Pacotto intervistata da Gioia Lomasti e Marcello Lombardo
Siamo grati ad Emanuela Pacotto per questo contributo in esclusiva per vetrinadelleemozioni.com. Ammiratissima doppiatrice italiana, ha interpretato personaggi di serie animate che hanno ottenuto molto successo, è la voce di Bulma in Dragonball, Nami di One Piece e Sakura in Naruto ma la lista dei suoi lavori è veramente lunghissima.

Ciao Emanuela ci puoi raccontare la tua storia prima della tua carriera artistica?

Ciao ragazzi! In realtà la mia storia è sempre stata legata alla mia vena artistica e alla voglia di esprimermi e di condividere con gli altri le mie emozioni.  A 8 anni facevo già parte di un coro televisivo con cui ho inciso sigle storiche come “Portobello”, “La bella tartaruga”, “Johnny bassotto”. A 11 anni ho tentato contemporaneamente le audizioni per entrare alla Scuola di Danza de “La Scala di Milano” e per l’opera  teatrale “La bambola Abbandonata” con la regia di Giorgio Streheler. Mi ha scelto Streheler! Ho deciso di fare il Liceo Artistico. Ho cominciato a 15 anni a studiare danza classica e a 17 ho fatto l’audizione per entrare all’Accademia d’Arte dei Filodrammatici. Mi hanno presa e dopo 2 anni mi sono diplomata attrice.  Direi che ho preso una direzione e l’ho seguita decisa, raggiungendo man mano traguardi che mi hanno spinto sempre più avanti…

Tutti ti ricordano nel ruolo di Marika nelle varie serie di Licia, è vero che è stato quello il tuo ingresso nel mondo dello spettacolo? Ci puoi fare un breve riassunto, dalla selezione del personaggio all’ingresso nel doppiaggio?

Se pur con l’entusiasmo e l’incoscienza di una bambina, visto quello che vi ho appena raccontato, si può dire che facevo già parte da molto tempo dello “sfavillante” mondo dello spettacolo. Poi sono diventata “grande” e ho deciso di prendere la cosa più seriamente affrontando l’Accademia di Recitazione. Quello che segue è una storia in puro stile “Saranno Famosi”. Una volta diplomata attrice ho cominciato a cercare lavoro e come nella più rosea delle sceneggiature,  dopo i primi casting, sono stata scelta fra i protagonisti  di Atelier, una serie di telefilm per la Rai e subito dopo è arrivato il ruolo di Marika. La mia prima esperienza di doppiaggio me l’ha offerta proprio  il telefilm di Licia. Nella serie le voci dei personaggi erano le stesse che avevano doppiato l’omonimo cartone. La ragazza che mi doppiava però, dopo la prima serie, si è laureata e ha cambiato lavoro e quindi è venuto spontaneo proporre a me di doppiarmi. Mi hanno infilato in una serie di cartoni con un piccolo personaggino perché potessi imparare la tecnica e dalla seconda serie in poi Marika ha avuto la mia voce. Piccola chicca: il mio debutto nel doppiaggio è avvenuto con la storica serie “Vola Mio Mini Pony” e dopo tanti anni adesso sono protagonista della nuova serie “My Little Pony: Friendship is Magic!” Destino?

In occasione di un intervista ai Bee Hive Reunion abbiamo conosciuto Manuel De Peppe e sappiamo che qualche tempo fa avete fatto una rimpatriata tu e tutto il gruppo, quali emozioni sono scaturite da questo incontro?

Non vi sfugge proprio niente! È vero! L’occasione è stata il concerto “Bee Hive Reunion”.  Dopo tanti anni di “vite separate”, i ragazzi erano nuovamente tutti riuniti in sala prove e abbiamo colto l’occasione per fare una rimpatriata. Ci eravamo tenuti in contatto ma rivederli e riabbracciarli è stato un salto nel passato e un tuffo al cuore. Ognuno più grande, ognuno con la sua vita da raccontare ma la complicità e il feeling sono stati gli stessi di tanti anni fa. Con la voglia di giocare e di divertirci ancora insieme è nato all’istante “KISS ME MARIKA E I BEE HIVE REUNION”. In tanti vorrebbero vedere “Licia 30 anni dopo” ma per il momento dovrete accontentarvi di questi scatti! Per chi se li fosse persi li troverete a questo link:

www.ambitionworld.it

Emanuela Pacotto Idol

Un doppiatore si affeziona ai suoi personaggi? Ce n’é uno che preferisci in assoluto?

Nel mio caso ci sono personaggi che ormai fanno parte di me e non potrei immaginare la mia vita senza di loro! Come farei senza Nami o senza Sakura! Siamo diventate amiche, stiamo crescendo insieme.  Ci conosciamo da più di 10 anni! Ci sono poi personaggi con cui ho condiviso avventure incredibili, che mi hanno regalato emozioni  fortissime o con cui mi sono divertita talmente tanto che non potrò mai dimenticare. Sto pensando a Penny, uno dei personaggi di “Zatchbell” o Natzuki la protagonista di “Summer War” o a Rina la maga di “Slayers!” Ed è proprio lei, Rina, la mia preferita in assoluto!

Pensavamo ai personaggi citati nell’introduzione e se ben ricordiamo hanno un carattere, come dire, acceso. Come ti sei trovata a doppiare personaggi così vivaci?

“Vivaci”? Siete gentili! Alcuni direi che sono “delle pazze scatenate”! Quando poi gli saltano i nervi danno il meglio di se! E in questi particolari caratteri bisogna riconoscere che l’animazione giapponese è davvero “ineguagliabile”. Considerazioni a parte, come dico sempre, in ogni personaggio c’è un pezzettino di me. Come mi sono trovata a doppiarli? Alcuni hanno messo davvero a dura prova i miei riflessi e le mie corde vocali ma ci siamo divertite un sacco insieme!

Quali sono le difficoltà nel processo di doppiaggio di un anime?

Riuscire a prenderli sul serio. Crederci fino in fondo. Nonostante l’animazione giapponese offra una gamma di caratteri davvero improbabili che vivono avventure “oltre” l’assurdo, devi viverli e doppiarli come fossero assolutamente veri. I protagonisti si muovono spesso in contesti paradossali ma i loro sentimenti e le loro emozioni sono autentiche e anzi amplificate. Pensate alla ciurma di One Piece. Volano per i cieli con “una nave”! Ma quando hanno detto addio alla Going Merry, il loro dolore era autentico e struggente… non so voi ma io ho pianto con loro. Poi mi permetto di aggiungere una nota prettamente tecnica. Quei “pestiferi disegnini” non respirano mai!!! Fanno di tutto e di più, si producono in monologhi interminabili, in preda a crisi di pianto e grida isteriche e non ti danno il tempo di respirare. Se volete fare i doppiatori prima dovete fare un bel corso di “apnea”!!!

Emanuela Pacotto Etna Comics 2013Abbiamo imparato ultimamente che hai doppiato anche dei videogiochi, quali sono le differenze tra doppiare un anime  o un film e un videogioco? Quale ti stimola di più?

Sono due cose completamente diverse. Il doppiaggio classico di un cartone o di un film viene fatto in sala, davanti ad uno schermo dove scorrono le immagini, con un copione con tutti i dialoghi sul leggio. Per i videogiochi invece il doppiaggio avviene guardando uno schermo sul quale appare solo “l’onda sonora” che devi seguire leggendo il copione sul quale sono stampate solo le battute del tuo personaggio una dietro l’altra. Nel doppiaggio di un anime o di un film tu segui le immagini, i volti dei protagonisti, segui l’azione e i movimenti mentre nel doppiaggio dei videogiochi puoi solo intuire cosa succede poiché ti devi esclusivamente affidare al suono dell’originale, alle indicazioni del direttore per poi usare la tua immaginazione e la tua esperienza. È per questo motivo che in certi giochi, alcune frasi doppiate risultano senza senso, ripetitive e, a volte, fuori sync. Comunque ogni doppiaggio è sempre una sfida estremamente stimolante.

È vero che sei anche la voce di Barbie? Com’è avvenuta la selezione?

È avvenuto un cambio al vertice di Mattel. È arrivato un nuovo super-mega-capo che ha deciso di “ringiovanire” il brand. Immagine nuova, voce nuova e così sono stati fatti dei provini. E per me è cominciata una bellissima avventura. Non conoscevo Barbie se non perché mi aveva fatto compagnia da piccola e ho scoperto che nonostante gli anni trascorsi continua ad essere la compagna di giochi preferita dalle bambine ma anche il sogno proibito dei maschietti e un’icona per le “fashion victim”.  Ero con lei quando nel 2006 ha festeggiato i suoi primi 50 anni e con lei sono stata protagonista di una serie di Eventi e di Party che l’hanno riconfermata la numero 1! Con me Barbie è passata da “fata” e “principessa” a “moschettiera” e “surfista”. Nessuna come lei riesce a restare al passo coi tempi. È vero è un po’ “miss perfettina”, lei ha sempre la giusta soluzione e una risposta per tutto ma di questi tempi, in cui regna una grande confusione, viva i valori semplici e i buoni sentimenti.  L’ultima novità di questi ultimi due anni è “Barbie Life in the Dream House“. Piccole pillole di pochi minuti prodotte per il web! Se non sapete di cosa sto parlando vi invito a correre a vederle. Sono brevi scenette, quasi delle “barzellette” ambientate nel fantastico mondo di Barbie. Confesso che quando sono un po’ giù di morale metto su un film di Barbie e guardo un episodio di “BLitDH” e mi torna il sorriso. Sarà un po’ di “plastica” ma viva Barbie e il suo mondo tutto rosa! Rosa Barbie ovviamente!

Il tuo curriculum ti dipinge come attrice e doppiatrice ma anche cantante! Spesso interpreti personaggi che oltre a parlare, cantano soprattutto sappiamo che a fine 2012 hai tenuto uno spettacolare concerto al Lucca Comics & Games 2012, il EMANUELA PACOTTO – iDOL – AMBITION LIVE CONCERT. Come è nato questo progetto?

È nato dal mio amore per il Giappone, per la cultura giapponese e il mondo degli anime. Per me il doppiaggio è sempre stato il mio lavoro che ho affrontato con passione e massimo impegno. Ma da quando sono stata in Giappone, la prima volta come turista la seconda al seguito del Team Italiano al WCS, la mia prospettiva è cambiata. Ho avuto l’occasione e la fortuna di penetrare lo spirito di questo paese meraviglioso e una volta che ci sei dentro è per sempre. Ora mi basta una semplice occhiata per leggere l’universo che si nasconde dietro allo sguardo di un personaggio. È come un linguaggio segreto che impari a decodificare, che non fa parte della cultura occidentale ma della magia e del fascino del Giappone che il trascorrere dei secoli non hanno appannato. Quindi ho cominciato a seguire anime in lingua originale, colonne sonore, fenomeni legati al mondo dei  “seiyu” e ho scoperto che spesso un anime nasce intorno ad un progetto musicale. Splendide colonne sonore eseguite da cantanti, magari ancora sconosciuti, che diventano anche le voci dei protagonisti. Se l’anime ha successo appena finita la messa in onda parte la tournèe di concerti che fanno nascere veri e propri fenomeni, le così dette “Idol”. Ho visto le riprese dei concerti su YouTube e ho scoperto bellissime sigle originali di anime che ho doppiato. Mi sono detta “che bello sarebbe poterle cantare, peccato che non conosco il giapponese”, piccolo dettaglio. Ma visto che sono una che non si arrende di fronte alle sfide, grazie a YouTube e a tanti amici che il giapponese invece lo conoscono bene, ho imparato una canzone. Poi è capitato che mi invitassero ad un Evento e con la complicità di Ambition, che mi supporta nelle mie follie, mi sono presentata cantando in giapponese. È andata alla grande e allora ci siamo detti “perché non portare un po’ della magia della cultura giapponese in Italia?” E così anche con la pazienza e l’entusiasmo della mia maestra di canto, le canzoni sono diventate tante e si sono aggiunti video, immagini ad hoc ed è nato “iDol“. Il nome “iDol” è stato scelto in onore della cultura giapponese e non perché mi senta una teenager “idolo del momento”.

A cosa stai lavorando attualmente?

Attualmente mi sto godendo una meravigliosa e, melo dico da sola, meritata vacanza cercando di ricaricarmi per ritrovare la giusta energia. Sono tante le cose che mi piacerebbe fare ma manca sempre il tempo per far tutto. Perché le giornate sono solo di 24 ore? E perché abbiamo bisogno di dormire???  Se ripenso ad iDol mi domando come ho fatto. Io non faccio la cantante, sono un’attrice-doppiatrice. Sfido chiunque a doppiare, quindi parlare, urlare, ridacchiare, magari per 6, 9 ore al giorno e poi tornare a casa e mettersi a fare vocalizzi e imparare testi in giapponese. Avete presente un pesce lesso? Era più vivo di me. Ma nessuno dice che le sfide siano facili e se vuoi davvero una cosa non ti puoi arrendere di fronte alla fatica e ai sacrifici. La voglia di condividere la mia gioia e la mia passione con i tanti appassionati era tale che non mi sono arresa e il concerto di Lucca è stato davvero indimenticabile. Ho persino aperto anche il mio canale su YouTube con tante idee da realizzare…  vedremo cosa riuscirò a fare…

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato, ti salutiamo e infiniti auguri per il tuo lavoro.

Grazie a voi! Si chiacchiera sempre volentieri con amici che condividono le stesse passioni. Vi abbraccio tutti!!!

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A cura di Gioia Lomasti e Marcello Lombardo

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