Get Adobe Flash player

Intervista di Rosaria Furmio a Simone Avincola

Share on Facebook157Tweet about this on TwitterShare on Google+1Pin on Pinterest0Email this to someoneShare on Tumblr0Share on LinkedIn0Digg this
Simone Avincola

Simone Avincola
© Erika Bussoletti


Vetrina delle Emozioni ringrazia Simone Avincola per questo prezioso contributo in esclusiva per il nostro sito. Simone Avincola nasce a Roma nel giugno 1987. Vincitore di alcuni festival musicali e cinematografici, il giovane cantautore romano ha ricevuto apprezzamenti da alcune delle più grandi figure artistiche italiane. Esordisce nel 2009 con l’album “Il Giullare e altre storie”  e ha recentemente realizzato un film documentario sul cantautore Stefano Rosso.

Ciao Simone, ci ritroviamo dopo 3 anni, quando ti ho conosciuto durante la quinta edizione del “Botteghe d’autore”, festival dedicato al cantautorato che si tiene ogni anno nella provincia di Salerno. Festival che hai vinto, portando sul palco una canzone di denuncia verso il degrado morale che ci circonda: “non sai che ti farei io, mondo mio!” recita parte del ritornello. Cosa è cambiato in questi anni di quel “mondo”?

Si dice spesso che molti cantautori, poeti e scrittori, siano riusciti con le loro opere a prevedere il futuro. In realtà credo che l’attualità di certe canzoni dipenda dall’attualità costante della vita che non cambia mai e che si trascina dietro da sempre lo stesso ruolo. La stessa storia che si ripete. L’inciso della canzone, vuole essere una reazione sana e incisiva a tutto quello che ci indigna nel profondo, da qui: “…non sai che ti farei io, mondo mio!”. Se mai dovessi smettere di cantarla ne sarei sicuramente felice, perché significherebbe avere intorno un mondo nuovo e pulito. Fino a quel giorno, sarà sempre parte integrante di ogni mio concerto…

Nato, cresciuto e tuttora residente nello storico quartiere romano della Garbatella. Come pensi abbia influito, non solo sulla tua musica ma anche nel percorso di una tua crescita personale, l’ambiente che ti ha accolto per 26 anni?

Ho sempre pensato che non ci si debba mai dimenticare dei propri luoghi di appartenenza. È un po’ come guardarsi allo specchio, riconoscersi, ricordare da dove veniamo e come siamo diventati quelli che siamo. È inevitabile che un quartiere come il mio, fatto di mura consumate, cortili (o ancora meglio “Lotti”), costruito con lo stile delle “città giardino” e quindi immerso nel verde, influisca positivamente su quello che scrivo. Poi ovviamente esiste un rapporto di amore/odio come in tutte le cose. Non sopporto quelli che a Roma chiamiamo “coatti”, e cioè certi spavaldi che sembrano realizzarsi esclusivamente attraverso l’arroganza. Credo che neppure Pasolini avrebbe il piacere di raccontare le loro vite.

Cito alcune parole della tua biografia: “Ho passato quasi dieci anni della mia vita studiando chitarra alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Ho sempre scritto, chiuso nella mia camera o nascosto tra le mura del cortile”.  C’era una figura in particolare, al tempo, che ti ha spinto e accompagnato spiritualmente mentre iniziavi ad accarezzare le corde della tua chitarra?

Di figure ce ne sono state, ce ne sono ora e ce ne saranno sempre. Per quanto mi riguarda, è l’insieme di tutto quello che mi circonda che finisce col condizionarmi soprattutto artisticamente. Nel mio prossimo disco, cito un personaggio molto particolare che viveva nel mio quartiere: il Marinaro. Il giorno del suo funerale, non sono uscito di casa e gli ho dedicato una canzone. Ho capito che molte persone quando sono in vita ci passano accanto e quasi non ce ne accorgiamo, poi quando se ne vanno ti rendi conto che una parte della tua vita era aggrappata alla loro da sempre.

Roma città d’arte, Roma città del cinema. Questo 2013 ci ha regalato il tuo primo lavoro da regista con l’uscita del film documentario “Stefano Rosso –  L’ultimo romano”. Ti va di raccontarci i motivi che ti hanno guidato verso questa nuova esperienza? Voglia di riscatto per un cantautore troppo spesso dimenticato o semplice desiderio di omaggiare un pezzo importante nel puzzle della buona musica italiana?

Arte e cinema che rischiano di scomparire anche in una città importante come Roma, se non si comincia a capire che la cultura è fatta anche da chi vive nel “sottosuolo” e nell’anonimato.
Nel 2009 ho avuto il piacere di vincere il Premio Stefano Rosso che mi ha dato la possibilità di conoscere parenti e amici di questo immenso cantautore. Ho sempre trovato ingiusto che un’artista così autentico, poetico, ironico e geniale, sia stato lasciato solo anche dopo la sua scomparsa. Così insieme a Matteo Alparone (bassista della mia band e montatore del film) abbiamo deciso di dare un nostro contributo alla sua riscoperta, realizzando il primo docu-film a lui dedicato. Siamo felici perché abbiamo ricevuto il Premio Di Rosa e a Settembre riceveremo dal MEI il prestigioso Premio Pivi. Speriamo che si ricominci a parlare di Stefano. Al giorno d’oggi abbiamo un immenso bisogno di artisti autentici e coerenti.

Nel documentario sono state raccolte alcune testimonianze di amici, parenti e musicisti che hanno avuto il piacere e l’onore di aver condiviso attimi preziosi con il cantautore. Qual è stato il racconto che più ti ha colpito tra migliaia di parole?

Ce ne sono tanti. Ognuno a modo suo descrive una parte di Stefano. Posso dirti l’ospite che mi ha più emozionato nel momento della ripresa. Si tratta di Giovanni Del Grillo che è stato il suo pianista e che ho poi scoperto essere anche un cantautore davvero unico nel suo genere. Un genere che non saprei descrivere. Forse il fatto che riesca a essere molto particolare, deriva proprio dal fatto che riesce ad esprimersi con un genere tutto suo. Giovanni nel film mi ha raccontato la simpatia, la nostalgia e la concretezza, che forse sono il grimaldello necessario per entrare completamente nella storia di Stefano. Il film è visibile gratuitamente su simoneavincola.it

Simone Avincola intervistato da Rosaria Furmio

Artista poco apprezzato, non solo dal grande pubblico ma anche dalle case discografiche. Pensi che queste ultime danneggino o modifichino in qualche modo il mondo della musica d’autore?

Artista poco apprezzato perché poco pubblicizzato. Soprattutto in un’epoca in cui bisognava essere schierati a tutti i costi. Ebbe sicuramente varie litigate con discografici e produttori, non era il tipo che si metteva a fare quello che gli comandavano. Mi viene in mente una frase che viene citata dal fratello nel mio film: “Stefano diceva sempre: ‘io non voglio diventare carne da macello'”

Italia paese per vecchi o per giovani artisti? Pensi che il cantautorato sia morto con i grandi nomi quali De André, Gaber, Tenco, Battisti, Dalla, lo stesso Stefano Rosso o credi che ci sia ancora spazio per trasmettere al mondo quella musica fatta di chitarra, vino e poesia?

L’Italia è un paese che si affanna e vuole farsi vedere giovane a tutti i costi ma è una gioventù che non mi appartiene. Per me le discoteche puzzano di vecchio. L’intonaco scadente finisce col cadere a pezzi quasi subito. Sicuramente ci ricordiamo troppo tardi di certi artisti e questo ci rende perennemente vecchi, sappiamo solo ricordare e finisce che non ci godiamo quello che abbiamo, o potremmo avere, oggi. Il cantautorato non è morto, è più vivo che mai, solo che vive nel sottosuolo.

Simone Avincola CantautoreQuale ruolo hanno, secondo te, i cantautori oggi?

Oggi il cantautore emergente non se la passa benissimo in Italia. I locali non pagano, spesso nemmeno un rimborso spese, molti Comuni sono bloccati oppure scelgono di dare le piazze a gli Amici di Maria De Filippi, non esiste un programma televisivo alternativo che spieghi e promuova la canzone d’autore, le grandi radio contrattano quasi sempre solo con le Major.
Un ruolo però ce l’abbiamo: quello di sensibilizzare questioni anche scomode, per questo il cantautore ha e deve avere indubbiamente una sostanza e una responsabilità.

Il grande tenore spagnolo Alfredo Kraus Trujillo diceva: “Quando un cantante è famoso lo si deve ai suoi pregi ma anche ai suoi difetti, quei difetti che agli occhi del pubblico sono divenuti qualità peculiari, un tratto distintivo di una personalità artistica ormai ben definita”. Quali sono le tue peculiarità? I difetti che ti hanno fatto e ti fanno apprezzare dal pubblico?

Sicuramente piace la mia umiltà che dimostro con le canzoni ma soprattutto nei miei concerti. Mi piace prendermi in giro e farmi prendere in giro. Non prendersi troppo sul serio è sicuramente un modo per interagire apertamente e creare un rapporto sincero e diretto col pubblico che diventa partecipe e parte integrante dello spettacolo. Dopo tutto siamo solo gente che sa suonare e scrivere, e cerchiamo a tutti i costi di passare e far passare una bella serata. Divertirsi e divertire. Un difetto mio personale è che quando mi vengono in mente idee per buttare giù una canzone, spesso per pigrizia le lascio evaporare. Ma poi le buone idee sono sempre pronte a ripresentarsi alla porta…

 

A cura di Rosaria Furmio
Per Vetrinadelleemozioni.com

Statistiche

Visitatori Oggi: 55
Visitatori Totali: 54010

Acreàstro EnnannellòroAlba Rosa D’ErricoAlberto BonomoAlchemAlessandro D'AngeloAlessandro LattaruloAlessandro SpadoniAlessia MaraniAlessio FabbriAlfonso CappaAnna Lisa DalbagnoAntonella GigantinoAntonio AndrisaniAntonio RocchiArianna LauriolaBee Hive ReunionBill ChamplinBox beatCarlo BorgognoCarlo FacchiniCarlo PestelliCesare OdderaCharles GaudiéeChiara ApuzzoChiara JerìChiara TaorminaClaudio BossiCristiano De AndréCristina PelucchiDaniele CapuozzoDanilo VignolaDario MoschettaDario VergassolaDiego Bruno RoccoDora LuisoElisa GuariniEmanuela PacottoEmanuele MarcuccioEugenio FinardiFabio AmatoFabrizio FattoriFederico NegroFiorella CappelliFlavio GirardelliFrancesca MelleFrancesco ArenaFrancesco FecondoGaetano CuffariGastone CappelloniGianluca LalliGianni Antonio PalumboGioia LomastiGiorgia AlissandriGiorgio CelsiGiovanna GuardianiGiovannangelo SalveminiGiovanni Di LibertoGiuseppe GuidolinGuglielmo ScillaGuido CatalanoGuido MattioniIl MirtilloIlaria CelestiniIn My JuneJagoJam SessionLorenzo PoggiLorenzo SpurioLuca IspaniLuca ScarpaLuciano DomenighiniLuciano SommaLucrezia CentroneLuisa CirilloManuel De PeppeMao MediciMarcello LombardoMarco Di BiaseMarco LigabueMarco NuzzoMarco ZanardiMaria Rosa BarlettaMaria Teresa SessaMariagrazia TalaricoMariano BrustioMarina MasottiMario Il VecchioMaruska CreanzaMaryna ZhubrykMarzia AbatinoMatteo MontieriMaurizio MaioranaMauro CoronaMichela ZanarellaMichele AntonelliniNinè IngiullaNinnj Di Stefano BusàNorman ZoiaOliviero MalaspinaOrnella PennacchioniPalma Di BelloPaolo GiannelliPatrizia PitziantiPurpleRytaQuiProQuòRaffaele LauriolaRoberta TonelliRosaria FurmioRossana SchenaSabina Fascione AlcornSalvatore GurradoSerena BonadonnaSergio CarionSergio RossiSimone AvincolaSimone CorrieriStefano GalazzoStefano GherbiStefano GiacconeStephen AlcornSusanna CargasacchiToni CapuozzoTony De MaggioValeria MartorelliVictor PolettiVincenzo CinanniVito Enzo CasavolaWandering WilWill Weldon RobersonWillwooshZibba