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Intervista di Gioia Lomasti a Cristina Pelucchi

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Cristina Pelucchi intervistata da Gioia Lomasti
La poesia è l’espressione dell’anima. Attraverso di essa il Poeta, comunica i suoi pensieri più sublimi, creando nella mente del lettore, immagini, situazioni ed emozioni. Ed è con l’emozione che il lettore viene proiettato nei sogni, verso mete future, e da qui il suo libero arbitrio nel renderli reali, creando la propria vita, se abbastanza tenace nel perseguirli.

Ecco quindi lo scopo degli artisti: riabilitare la cultura della razza umana, innalzare il tono emozionale a sensibilità elevate, lasciare le loro tracce nel tempo quale sopravvivenza infinita. Ed è quello che ho cercato di creare in queste pagine, dove ci sono i miei sogni, le mie emozioni, anime che incontrano altre anime nei silenzi della notte per costruie il giorno, la ricerca di quella forza vitale innata… Basta saper trovare la strada giusta e scoprire tutte le potenziali abilità di ciascuno.

Quando poi viene ritrovata questa forza vitale allora nulla ci può fermare, siamo di aiuto e di sostegno ad amici, a sconosciuti ed alla natura stessa, è la primavera dell’anima. Solo in questo modo la vita sarà vivibile e serena. La vita che nient’altro è che comprensione.

© Cristina Pelucchi

 

Come scrivi le tue opere, su carta o col computer?

Scrivo prevalentemente col pc sulle ginocchia, quando sono a letto la sera, ma è capitato che mi venga in mente qualche verso e lo scrivo dove capita, su fogli di reciclo.

I testi escono di getto o li elabori?

Generalmente i miei testi escono spontanei, e così come escono, li pubblico.

A che età hai cominciato a scrivere?

Mi piacerebbe risponderti che scrivo da una vita, o chissà, se esistono vite passate, magari scrivevo già in una di quelle.
In questa… solo da pochi anni, dal 2009. Ho iniziato quasi per gioco a pubblicarle in qualche social network, come facebook, e da lì si è sviluppato il mio interesse nello scrivere, in prevalenza poesie.

Qual è la tua atmosfera ideale per la scrittura?

L’atmosfera ideale è la sera, o la notte, quando tutto intorno apparentemente tace… Si può percepire meglio nel silenzio della notte, e soprattutto non vengo continuamente disturbata da mia figlia, che ha quasi nove anni, e richiede, giustamente attenzione.

In una parola, cos’è per te la scrittura?

Non riesco a definirla con una sola parola… Ne ho bisogno almeno due: impatto emotivo.

Cosa traspare dalle tue poesie?

Dovresti chiederlo a chi le legge… Io cerco di imprimere sia le mie emozioni che quelle che percepisco di amici o conoscenti. Il tema varia, come varia la vita in tutti i suoi aspetti: momenti di dolore, gioia, introspezione. Tuttavia cerco sempre di dare un messaggio di speranza, di rasserenamento.

Perché, secondo te, la poesia ha minor pubblico rispetto alla narrativa, tanto da esser considerata di nicchia?

La poesia è un concentrato di concetti e di espressione, di musicalità e suoni. Probabilmente arriva più a persone estremamente sensibili. Dovrebbe invece per lo più arrivare a tutti, creare un impatto anche sul garzone del fornaio sottocasa. Io scrivo in modo molto semplice proprio per questo motivo. Quando ho iniziato a scrivere poesie, anche io ho avuto inizialmente questo pensiero, ma ho dovuto ricredermi: c’è tantissima gente che legge e scrive poesie. Credo che dovremmo cambiare questo punto di vista.
Tempo fa ho fatto una lezione di poesia nella scuola di mia figlia, su richiesta della sua maestra. Ero titubante nel pormi di fronte ad una classe di 22 bambini di otto anni. Ritenevo che l’approccio alla poesia fosse per così dire un gradiente un po’ troppo ripido. Invece non solo mi sono ricreduta, ma è stato anche un successo. Siamo usciti dalla classe con ben 10 minuti di ritardo, non mi facevano più uscire. Ho passato 3 sere a plasmare i loro pensieri in poesia, e ti assicuro che è stata un emozione fortissima (conservo tutt’ora tutti i bigliettini di ringraziamento che mi hanno scritto successivamente).

A tuo parere, cosa occorre per diventare un bravo scrittore?

Tempo, passione e determinazione, come in tutte le arti, senza dimenticare un pizzico di fortuna ed un buon editore che si curi della promozione dello scrittore.

Hai nuovi progetti in cantiere? Puoi svelarci in esclusiva delle news?

Mi piacerebbe pubblicare un altro libro, magari con delle poesie e piccoli racconti scritti da mia figlia. Spesso scrive delle piccole poesie per me, ed io ovviamente non posso che essere orgogliosa.

Tra poesia e narrativa, cosa scegli e perché?

La poesia trasmette sensazioni immediate, condensate. La narrativa crea un effetto film mentale. Scelgo entrambe, a seconda di ciò che voglio mi emozioni, e a seconda del tempo a disposizione.

Cosa pensi delle pubblicazioni indipendenti che non fanno capo ovviamente ad una casa editrice ma all’auto pubblicazione?

Per me troppo impegnativo in termini di tempo. Preferisco che se ne occupi qualcun altro al posto mio.

Cosa pensi dell’editoria a pagamento?

Penso sia giusto chiedere un contributo, ma se l’editore crede nell’autore e nei suoi scritti, dovrebbe anche aiutarlo nella promozione, nell’organizzazione di presentazioni ed eventi, nel far conoscere l’autore al pubblico. Atrimenti che senso avrebbe pubblicare? Io scrivo per passione, per diletto, non certo per una forma primaria di sopravvivenza, ed il ricavato di ciò che ho venduto l’ho devoluto in beneficenza.

Hai pubblicato libri con contributo? Se si, c’è stata molta più promozione e che tipo di promozione rispetto al pubblicare a costo nullo?

Non ho elementi sufficienti per fare un paragone. Ho pubblicato un solo libro, anche perché ci ho provato solo una volta. Mi sarebbe piaciuto un rapporto un po’ più diretto con la casa editrice. La ritengo comunque una buona esperienza, considerato da quanto tempo scrivo e da quanto impegno ho dedicato personalmente alla promozione.

Elencami i libri che hai pubblicato con titolo e un aggettivo.

– Ho pubblicato “Cieli di Terra”, una raccolta a quattro autori edita da “Rupe Mutevole”.

– Sorprendente, vista la rapidità con cui mi è stato risposto positivamente dalla curatrice della collana, Gioia Lomasti.

Cosa pensi del mondo virtuale riguardo alla promozione dell’arte? Ritieni che internet sia un buon strumento di visibilità?

Internet è un ottimo strumento di visibilità e di promozione, ormai è divenuta abitudine perfino fare la spesa on line standosene seduti comodamente da casa, resta da chiedersi se tutto ciò non porti ad un declino… In fondo l’uomo è nato per comunicare e nulla a mio parere può sostituire l’emozione di una promozione in una biblioteca od in una libreria, dove il contatto “umano” può aver luogo.

Hai un sogno nel cassetto?

Condividere con mia figlia questa passione è sicuramente uno dei miei sogni, a volte confrontarmi con lei con la poesia e la scrittura è un gioco, e tale deve rimanere per ora, data la sua età. Sicuramente quando avrò raccolto abbastanza materiale per farne un libro, ci proverò.

A cura di Gioia Lomasti

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