INTERVISTA A JESSICA ADAMO ARTISTA DI DIORAMI ED ILLUSTRATRICE A CURA DI GIOIA LOMASTI

Jessica AdamoJessica Adamo nasce a Cariati nel settembre 1990. Già da bambina, dimostra il proprio interesse per l’arte passando le sue giornate a costruire case per le bambole. Nel 2009 si diploma all’Istituto d’arte di Crotone, successivamente si laureerà con il massimo dei voti in Scienze e Tecniche per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali, proseguendo la propria carriera da diagnosta nella Fondazione Gala- Salvador Dalì a Figueres (Spagna). Nel 2017, torna in Italia e inizia una collaborazione da disegnatrice e fumettista per diverse testate giornalistiche. Nel 2019 inizia una collaborazione come illustratrice con Valerio Chiolini , scrittore di libri per l’infanzia. Attualmente insegna disegno e pittura e gestisce un piccolo laboratorio d’arte insieme ad un aiutante speciale dove realizza i suoi diorami, riproduzioni di realtà tridimensionali in miniatura. Iscritta all’ AIAP (Associazione Italiana Amici del Presepe) espone ogni anno a varie mostre presepistiche italiane. Non ha mai abbandonato l’arte e afferma che ognuno di noi, prima ancora di saper scrivere e leggere, sa disegnare e creare. Ambientalista e animalista, è iscritta come volontaria del WWF e porta avanti varie campagne di sensibilizzazione sostenendo che l’unico bene da proteggere e custodire è il nostro pianeta, non ne esistono altri.

Come nascono questi meravigliosi scenari ed ambientazioni? Perché appaiono all’interno di una struttura similare ad un libro? Nelle tue realizzazioni vengono utilizzati materiali di recupero?  

Penso che i diorami nascano prima di tutto dalla mia passione per l’Architettura, ho sempre studiato arte e sognavo di diventare uno dei più grandi architetti dell’epoca, mi affascinavano le cupole di Brunelleschi e tutt’ora mi affascinano le strutture di Zaha Hadid, l’architettura è il risultato di uno studio attento e preciso di pesi, contrappesi, forze è una sorta di rompicapo, tu hai un’immagine di una struttura in testa e non sai come realizzarla e come farla stare su è uno studio di logica dove metti in atto le tue capacità, l’ho sempre vista così.

Un giorno ho visto che un designer giapponese aveva creato questi libri bucati con all’interno dei vicoli  e volevo acquistarne uno, ma i prezzi e i tempi erano praticamente impossibili e così me lo sono creata da sola e piano piano l’ho migliorato, non sono copie perché sono totalmente diversi, ormai penso di non essere l’unica a realizzarli.

Sì, molte volte utilizzo materiali di recupero, soprattutto carta e cartoncino, ma ho imparato ad utilizzare anche lo stucco che lo trovo molto comodo per la realizzazione di mattoni, archi ecc… è tutto interamente realizzato a mano tranne i pannelli in legno che formano il diorama e i led, per il resto faccio tutto io.

Gli studi sono stati essenziali nel tuo percorso artistico?

Certo! se non avessi studiato tutti gli artisti che conosco, probabilmente non avrei avuto dei modelli da seguire o a cui ispirarmi e se non avessi avuto le basi di disegno geometrico troverei molto più difficile realizzare le prospettive.

L’aiutante è una figura indispensabile che attraverso lo sguardo segue passo a passo il tuo lavoro, quanta importanza ha il tuo piccolo amico oltre che negli affetti anche come parte attiva nel progetto che hai avviato? Un piccolo amico può diventare essenziale anche se in maniera marginale nella creatività dell’uomo?

Parlo sempre al plurale perché questo progetto l’abbiamo iniziato e lo portiamo avanti insieme, i diorami li realizziamo insieme nel vero senso della parola. Senza ispirazione non c’è arte, la maggior parte degli artisti hanno una Musa ispiratrice, io ho il mio aiutante che è parte fondamentale della fase prima della realizzazione e della realizzazione stessa. Penso che un piccolo amico può essere essenziale, sì! Soprattutto nei giorni più duri quando si lavora tanto e la stanchezza incombe un piccolo amico ti ricorda che devi riposare, con la scusa che ha bisogno di qualcosa, ti invita a riposare la vista o a staccare un momento mi fa capire che ha bisogno di me anche solo per aprirgli una scatoletta, quando in realtà sono io ad aver bisogno di lui. Abbiamo davvero tanto da imparare dagli animali. Per quanto riguarda la creatività dell’uomo è esattamente come una Musa ispiratrice che sta lì a darti l’input tutto il resto lo fa il cervello dell’artista.

Jessica Diorama

Se potessi addentrarti in un tuo diorama quale luogo percorreresti? Quale è stato il progetto di maggior importanza? Gli inserimenti luminosi come sono ideati?

Mi piacciono un sacco le vie con gli archi che danno l’impressione che svoltando l’angolo la strada continui, immagino di arrivare all’inizio della via, poggiare la mia minibicicletta ad una parete fare una carezza al minigattino in cotone ed entrare nella minilibreria per comprare dei minilibri, all’uscita una signora dal minibalcone mi saluta e mi fermo a chiacchierare con lei, se potessi percorrerei un vicoletto che in realtà percorro solo con la mente, ma anche gli interni mi piacciono molto, per esempio immagino di sedermi sulla minipoltrona della bibliocamera a leggere un minilibro. Il progetto di maggior importanza forse è stato il diorama che ho donato a Gianni Morandi, avevo il timore che non gli piacesse, volevo riprodurre i dettagli richiamando le sue canzoni e speravo lo interpretasse al volo e così è stato, quando mi ha telefonata per ringraziarmi mi ha detto che gli era piaciuto tantissimo. Per quanto riguarda gli inserimenti luminosi dipende dal diorama, alcuni hanno bisogno di più luce in un punto, altri in un altro, cerco di giocare sul lato romantico, quasi sempre uso luci gialle che sono quelle che preferisco, ma se mi vengono richieste le bianche o le colorate, utilizzo la stessa tecnica, cerco di capire i punti dove c’è bisogno di più luce e lì inserisco una lampada o un lampione che realizzo a mano.

Internet crea una vetrina fondamentale nel percorso artistico? Dove non solo virtualmente si sono potute ammirare le tue opere?

Penso che in questo momento internet è fondamentale per farsi conoscere, è un mezzo che ti permette di arrivare a persone sconosciute a Km di distanza ed è bellissimo se saputo utilizzare, se non fosse per internet non ti avrei mai conosciuta e questa intervista non esisterebbe. I tempi sono cambiati e bisogna anche adeguarsi. Ogni anno espongo con l’AIAP a Cosenza e poi in base alle richieste, esponiamo in altre città italiane, Verona, Napoli ecc. i presepi non sono altro che diorami con prospettive e personaggi. Per quanto riguarda i diorami da libreria, ho esposto in diverse librerie, ma poi la pandemia ci ha un poco bloccati, appena possibile, riprenderemo più carichi di prima!!

La creatività è data al caso o avviene attraverso uno studio? Cosa vuoi trasmettere con la tua arte? Hai progetti prossimi in preparazione? 

È una domanda difficile questa sulla creatività, delle volte ho un’immagine o una struttura in testa e semplicemente cerco il modo di toglierla fuori o realizzarla in 3D e altre volte nasce piano piano, cosa certa è che tutti i giorni inconsciamente salvo nella mia memoria immagini che vedo sul web o per strada e che poi si mescolano creandone delle nuove e mi tornano utili nel momento della realizzazione, un po’ come quando sogniamo.

Attraverso la mia arte cerco di esprimere come mi piacerebbe il mondo, che purtroppo non è fatto di colori e pennelli, cerco di sensibilizzare su alcuni temi importanti quali il razzismo o i diritti umani e devo dire che una buona fetta di followers la pensa come me.

Attualmente sto lavorando al prossimo libro di V. Chiolini che uscirà entro la fine dell’anno, è una collaborazione bellissima, adoro i suoi racconti, semplici, ma ricchi di morale e poi è uno scrittore per bambini e i bambini sono il futuro, bisogna trattarli bene e cercare di educarli al meglio e soprattutto sensibilizzarli su alcuni temi, tutto dipende da loro. Ci sono in programma anche diverse mostre sui diorami e la partecipazione ad una fiera del libro con una casa editrice, vi terrò aggiornati su tutto.

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