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Antologie poetiche – Librando l’anima

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Librando l'anima

Librando l’anima
AA. VV.
WIP Edizioni
Libreriauniversitaria


INTERVISTA IN ESCLUSIVA PER IL SITO VETRINADELLEEMOZIONI.COM*

Dalla Prefazione di Alessandro Lattarulo

Arduo ma affascinante il tentativo di rintracciare un minimo comune denominatore nella produzione di poeti altamente differenziati sotto il profilo di genere, anagrafico, territoriale. Eppure l’operazione può riuscire perché nessuno è straniero alla propria epoca, sebbene i tratti omologanti che questa porta in dote siano, soprattutto per un poeta, una gabbia asfissiante da scardinare. D’Angelo rivolge il proprio sguardo al Cielo (Inno all’Alto), rintracciando tra Luna e pianeti del sistema solare la geometria del vivere, onde riportare su un piano essoterico ciò che negli ultimi secoli è diventato sapere esoterico. Gaetano Cuffari ripropone con costanza lo stupore della scoperta di tutto quel che lega i “vapori di parvenze / e paradisi” (moto ascensionale) che fanno lievitare “incanti” (dimensione contemplativa dell’esistenza), sia pure prendendo atto che essi perdono la propria aura magnetica e diventano “irrisolvibili dentro circuiti / di bocche senza posa” (ritorno sulla terra) (17 Giugno 2012). Dinanzi alla refrattarietà di una società incupita a rimodulare la scala valoriale, l’amore, con un succulento condimento passionale, delimita confini mobili, tra i quali si incuneano i versi di Palma Di Bello (Come tu mi vuoi), fondendo complicità e desiderio senza trasalimenti edonistici. Dietro l’amore totalizzante, e davanti alla passione come suo lubrificante, vi è infatti la realistica presa d’atto che, oggi più di ieri, cresce il bisogno di un disegno attraverso cui interpretare l’intorno senza rassegnazione. Di notte (Prospettiva) o di pomeriggio, vicini o lontani da quel mare, oniricamente idealizzato o respirato a pieni polmoni, sul quale comunque ri-alzarsi come aquila (Il grido). Il battito d’ali è probabilmente la metafora di libertà più castrante per l’essere umano, che non di rado sembra voler barattare il logos che ne determina l’illusoria supremazia sulle creature terrestri con la capacità di volare degli uccelli (Ali, di Stefano Gherbi). La parola, d’altronde, come verseggia Giuseppe Guidolin (Inner), è spesso “scia di labirinti”. E l’inquietudine che essa veicola ci àncora alla terra/sentiero (Come sfoglie), lasciando lo sguardo smarrito scolpirsi “su stanze inanimate” di un “quartiere d’inverno” che antepone inevitabilmente l’intimità alla condivisione, senza però arroccarsi in tentazioni solipsistiche (Ciglio d’inverno). La freccia del tempo preoccupa e genera malessere che non trasforma mai il kronos in kairós, ma piuttosto incede segreta come l’ombra di ciascuno di noi, svanendo “nel sonno sotterraneo / di notti vegliate / a distanze lontane” (Ombra, di Dora Luiso). Tempus fugit, sembra suggerire Gianni Antonio Palumbo, che nei colti richiami classicheggianti della sua poetica lamenta il rischio del divorzio (irreversibile?) dall’amore arcadico, non appesantito dall’ipoteca di un bieco moralismo (Desaparecida Arcadia). Come nell’alternarsi di luce e ombra, anche il presente sembra efficacemente rappresentato nel Congedo dell’Autore nel poemetto L’asfalto e la grazia, laddove la notte scende “col suo argento di stracci”. Senza necessariamente evocare le tenebre dell’anima, perché, come ricorda con il salutare entusiasmo della propria età Giovannangelo Salvemini, la notte è anche compensazione alla frenesia del giorno e può suggerirci come giocare persino con le stelle (Ho cercato per gioco). Dopotutto, l’aspetto ludico è il più portentoso elemento di trasformazione della datità.

FANS PAGE  

Locandina Librando l Anima

© Autori: AA. VV. – © Editore: WIP EDIZIONI – © Collana: SpazioTempo – © Curatori D’Opera: Alessandro Lattarulo & Gioia Lomasti – © Didascalia Locandina: Alessandro Lattarulo – © Original Cover Image: Giovannangelo Salvemini
© Editing Images di Locandina: Francesco Arena

 

Domande agli Autori:

Come e quando ti sei avvicinato alla scrittura poetica?

Gaetano Cuffari: Il legame che mi unisce ai versi era presente dentro di me già in tenera età. Direi che c’è sempre stato ed è uscito fuori da subito.

Alessandro D’Angelo: Mi sono avvicinato alla poesia  quasi per gioco, scettico nel riuscire nell’impresa.  Avrei voluto subito scrivere belle poesie anche con una certa lunghezza, ma il mio messaggio poetico era ed ancora oggi è molto sintetico. Cerco in poche parole di tradurre molte emozioni per dare molte sensazioni al lettore il quale è libero di percepire le emozioni che più egli  percepisce nell’immediato. Mentre alla scrittura vera e propria il mio primo  “Componimento organico” risale a quando avevo undici anni; è  chiaro che scrivevo già da anni prima, ma non un tema ben fatto con un inizio e una fine.

Palma Di Bello: Mi sono avvicinata alla vena poetica scritta in lingua Italiana dal ottobre 2012. Ho conosciuto Francesco Luca Santo che mi ha ispirato a scrivere.

Stefano Gherbi: Mi sono avvicinato alla poesia sin dalla giovinezza, solo che non avendo i mezzi come penso tutti noi, sono rimasti chiusi nel cassetto e ora che abbiamo i mezzi di telecomunicazioni a disposizione, sfruttiamoli, inoltre e’ stato una scommessa tra me e mia moglie, lei scrittrice di romanzi e io di poesie, io operaio metalmeccanico e lei casalinga? bella scommessa. Mai più pensavo a pubblicare un’antologia con altre persone! Un’esperienza bellissima. Per non dire quando l’ho donata a mia mamma, io la pecora nera della famiglia che pubblica delle poesie, si e’ commossa, non le sembrava vero! Mai dire mai nella vita, anche se devo ringraziare molto Gioia Lomasti e tutte le persone amiche virtuali che sento quotidianamente un grazie di cuore a tutti.

Giuseppe Guidolin: Mi sono avvicinato alla poesia e alla scrittura in età adolescenziale… una passione nata sui banchi di scuola leggendo i versi di ‘maestri’ come Leopardi, Garcia Lorca e Ungaretti, poeti in cui, per sensibilità, intimamente mi riconoscevo e identificavo.

Dora Luiso: Ho sempre scritto e ancor di più letto poesie. Iniziai a partecipare a concorsi dal 2009 e a pubblicare dal 2010. Certe volte la vita ti porta a fare cose che mai avresti minimamente immaginato di poter fare.

Gianni Antonio Palumbo: Mi sono avvicinato alla poesia dopo essermi dedicato alla narrativa e alla scrittura teatrale. È stato un momento particolare della mia esistenza a indurmi a cercare l’oggettivazione delle mie sensazioni attraverso la ricerca delle possibilità espressiva della parola poetica.

Giovannangelo Salvemini: Mi sono avvicinato alla scrittura poetica verso i diciotto anni. Inizialmente scrivevo a caso ma a un certo punto, rileggendo quegli scritti, mi son reso conto che le parole creavano poesia. Io penso che non sia l’uomo a cercare la poesia ma la poesia stessa a cercare l’uomo, per riempirsi sempre più di parole.

Perché, a tuo avviso, la poesia soffre di poca visibilità nel panorama culturale ed editoriale italiano?

G.C. Attribuisco questa evidente lacuna ad un fattore meramente culturale. La poca visibilità l’attribuisco ad un’errata visione e concezione della stessa da parte dei lettori che, di certo, preferiscono altre formule comunicative sue parenti come la musica legata al cantautorato, ad esempio. La poesia non viene vissuta “sottopelle” ma piuttosto rimanda ad un qualcosa di scolastico. Da lì, di conseguenza, anche l’Editore punta soprattutto sulla produzione d’altro.

A.D.A. Sono molti  i motivi che portano la poesia ad una poca visibilità. Direi che la vera poesia è difficile e non sono molti che hanno desiderio di studiare e approfondire la letteratura oggi, un secondo motivo è senza dubbio quello sociale. Viviamo, infatti, in un mondo “Ipermaterialista” dove per la poesia e i filosofi c’è proprio poco posto.

P.D.B. Non credo che la poesia soffra di poca visibilità, anzi credo che con tutte i mezzi attuali, come Internet, la poesia rinasca, come è sempre stato nei secoli. La poesia non muore perché il nostro cuore da scrittore batte.

S.G. Purtroppo la poesia soffre molto sulla visibilità nell’ editoria in quanto e questo l’ho sentita all’ultima presentazione di poesie di Lara Tocalli una poetessa del mio paese, molto brava, molto profonda nei sentimenti, ma aimè e questo è grave a detta di un professore di italiano locale a mio parere poco coerente nel quale a parer suo diceva che il poeta a dispetto dello scrittore, colui che scrive un romanzo e’ bravo, mentre chi scrive poesie e’ un lazzarone, sinceramente mi ha offeso benché sia alle prime armi con le pubblicazioni e l’editoria, non doveva dire queste cose, questo per me e’ il tallone d’Achille nel fatto che la poesia abbia poca visibilità mentre i romanzi basta che sia uno scrittore noto che tutti corrono ad acquistare la copia.

G.G. Credo che per definizione la poesia di qualità abbia una sua propria e peculiare connotazione ‘artistica’ e specialistica, protesa alla ricerca ed invenzione sulla parola, e forse  per questo è fisiologicamente destinata ad essere comunque un genere di nicchia, ma è pur vero che in Italia l’editoria tradizionale non sempre riesce a stare al passo con i nuovi fermenti espressivi e comunicativi, come quelle veicolati dalla rete, che talvolta andrebbero raccolti e sfruttati più efficacemente.

D.L. La poesia ha pochi lettori, non piace a tutti e quindi non si vende. Ma ha un numero incredibilmente alto di scrittori. Di conseguenza le case editrici pubblicano di tutto e a pagamento, non rischiano ne investono su nessuno svalutando prima di tutto loro stesse oltre che la poesia. Un serpente che si morde la coda.

G.A.P. È senz’altro la meno commerciale e commerciabile delle arti. È frutto di ricerca personale e al contempo di tecnica, ma proliferano espressioni ingenue, che gli editori faticano a distinguere da scritture più mature. La poesia patisce ancora, inoltre, l’allontanamento di pubblico dovuto a stagioni di espressioni autoreferenziali.

G.S. La poesia soffre all’interno dello scenario editoriale italiano perché richiede al lettore, anche se con piccoli versi, un’altissima attenzione e riflessione allo stesso tempo. Interpretazione della parola stessa posizionata non a caso in quel verso o nell’altro. La poesia è metafora.

Librando l'Anima WIP Edizioni Gioia Lomasti e Alessandro Lattarulo

Ritieni che essere presente in una raccolta a più autori italiani abbia un valore aggiunto?

G.C. Sicuramente si. Essere presenti con propri versi in una raccolta con più autori regala una visibilità ampia al singolo e dona al lettore l’idea della varietà di stile, pluralità espressiva e del fermento esistente in tale ambito.

A.D.A. Certamente essere presenti in una importante collana crea un “Valore aggiunto”  che conferirà  sempre più valore al poeta . Lo scrivere su una collana è un seminare messaggi di luce pronti ad illuminare le masse, ma al momento opportuno.

P.D.B. Penso che essere presente in una raccolta abbia un grande valore per la presentazione della persona e l’introduzione della sua anima.

S.G. Altra cosa da dire e  questo lo noto tutti i giorni dove ho lasciato delle copie dell’antologia, nessuno si accinge ad acquistare una copia e vedere il contenuto, a parer mio bellissimo, non perché ci sono io, ma e’ molto bella, ed intendo proseguire su questa strada con altre poesie.

G.G. Sicuramente è importante perché funge da traino, favorendo la conoscenza e la visibilità… ritengo infatti che confezionare e pubblicare antologie poetiche brevi, più ‘contenute’ e circoscritte, riservate a pochi autori scelti ma che sappiano offrire spazio significativo e qualificato all’opera degli stessi, sia utile e vantaggioso alla diffusione della poesia in generale, che diviene in tal modo più facilmente fruibile e assimilabile da un vasto pubblico.

D.L. Non saprei. Per me è tutto nuovo e quindi non ne ho proprio idea. Vediamo cosa succede. Forse però un lavoro così dovrebbe partire da autori che si conoscono già e si stimano reciprocamente altrimenti potrebbe essere considerata solo una operazione di marketing.

G.A.P. Il valore aggiunto consiste nel confronto tra voci anche molto diverse, da cui deriva indubbiamente un arricchimento per tutti gli scrittori. Anche le possibilità di circolazione aumentano in misura notevole.

G.S. Ritengo che essere presente all’interno di una raccolta con altri autori italiani dia una marcia in più alla conoscenza delle proprie poesie sul territorio, e quindi aiuti ad allargare la propria cerchia di lettori.

Commenta una poesia di un altro autore della raccolta particolarmente vicino alle proprie corde.

G.C. Apprezzo la varietà espressiva di tutti gli autori della raccolta ma, in particolar modo, ritrovo “familiare” la dimensione contemplativa legata all’attimo, presente nei versi di Stefano Gherbi, per esempio nella sua “Occhi”, poesia in cui percepisco una forte assonanza con il mio modo di concepire l’arte poetica.

A.D.A. Ho scelto di commentare la poesia di  Gaetano Cuffari dal titolo 12 Aprile 2012 che così recita: “NEL BIANCO PUDORE// DEL CUORE VOLANO// UN’ANIMA DI NEVE// NASCE UN FIORE” Dalle poche parole emerge come il poeta sia riuscito a trasferire al lettore come la vita , la nascita di un fiore, avvenga in maniera soave e serena fra la  purezza  di una natura che esprime amore e fuoco alchemico sotto la cenere.

S.G. Senza offendere nessuno, ma a mio parere e gusto,mi affascina molto la poesia di Dora, molto profonda, molto sentita, ripeto senza offesa a nessuno, sono tutti bravi.

G.G. Premesso che sono presenti nell’Antologia diversi componimenti di vari autori che mi attraggono per stile e qualità, ho colto  nei versi di “Appuntamento” di Dora Luiso delle vibrazioni particolarmente intense e incisive, suggestioni articolate che si dispiegano con espressività persuasiva ed convincente a delineare e circoscrivere i riflessi segreti e i contorni ‘totalizzanti’ di un’attesa… una poesia profondamente apprezzata per stile e contenuto.

D.L. Mi piacciono molto le poesie di Gianni Antonio Palumbo. Mi piace la ricercatezza classicheggiante delle parole e le immagini così diverse che queste riescono ad evocare. Le sue poesie hanno un ritmo ed una armonia che suona affascinante alle mie orecchie.

G.A.P. Appuntamento di Dora Luiso esprime adeguatamente le interessantissime peculiarità di questa scrittrice. La visceralità si fonde con la meditazione sospesa; la comunicatività intensa si sposa con l’attento scavo interiore, da cui germogliano parole eleganti e pregnanti.

G.S. Una poesia che mi ha colpito è stata Desaparecida Arcadia di Gianni Antonio Palumbo. Questa poesia mi conduce nello smarrimento totale e improvviso, avvolto tra il piacere delle cose e allo stesso tempo immerso nel peccato delle stesse gesta. E poi, quel “il canto di Amaranta” è un verso che racchiude la bellezza del silenzio dell’amore ma che passo dopo passo non viene, sempre più, compreso. Conducendo alla morte.

*Raccolta a cura di Alessandro Lattarulo e Gioia Lomasti (WIP, Bari, 2013)

Intervista a cura di Alessandro Lattarulo e Gioia Lomasti

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