FIORI DEL BENE

RIFLESSIONI SULLA “COLTIVAZIONE” DI TACCUINI BOTANICI E SULLA PRATICA GIORNALIERA DEL DISEGNO DAL VERO

Autoritratto Alcorn

Fin dall’antichità l’essere umano ha sentito il profondo bisogno di tradurre l’esperienza della vita in segni grafici e pittorici che sono divenuti simboli della sua esistenza sulla Terra. Mi riferisco alle pitture rupestri delle grotte preistoriche, realizzate con semplici frammenti di carbone, sino ad arrivare nel corso della storia alle mine d’oro, come nel caso dei magnifici ritratti di Holbein in congiunzione con superfici di pergamena preparate appositamente per accogliere il principale dei metalli. La pratica del disegno ha fornito una maestosa illustrazione alla storia dell’umanità, un numero smisurato di superfici è stato reso unico e raro. Come una sorta di arazzo, che comprende innumerevoli fili intrecciati in cui ciascun filo rappresenta l’impronta di un individuo in un contesto più ampio, in questo caso quello della storia dell’arte.

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Per essere un disegnatore esperto serve molta dedizione, la pratica del disegno permette la soddisfacente esperienza di esercitare un mestiere evoluto nei secoli e di dare una forma eloquente alla visione delle cose. L’attività coordinata della mente, dell’occhio e della mano porta ad un coinvolgimento totale delle facoltà umane, unisce corpo e anima. Così si sprigiona l’emozione. Trovo che mantenere in esercizio la tattilità nella mia esistenza giornaliera, mi permette di ottenere una visione chiara della realtà.

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Quando disegno un soggetto concreto, mi trovo irresistibilmente spinto a “coglierlo” nel suo insieme. Se il disegno riguarda un soggetto immaginario, mi consente la soddisfazione di dare vita ad un soggetto tangibile: paradossalmente esso diviene realtà. Non può esistere forma (idea), senza contenuto (qualcosa che possa contenerla), essi sono co-dipendenti — il disegno unisce l’idea e la fisicità. Tutto questo è sia un processo di traduzione che di distillazione. Non si tratta di mera trascrizione di ciò che vedo e desidero ritrarre, ma di un processo di selezione mirato e consapevole per distillazione, ovvero un percorso che porta a filtrare il soggetto scelto, “goccia dopo goccia, tratto dopo tratto”. Un disegno è un’invenzione e come tale costituisce un mondo parallelo nel quale la percezione dell’osservatore si può raffinare e ampliare.

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Uno degli aspetti più attraenti nel creare la mia arte pittorica è il livello di astrazione che ne richiede. Trovo che questo fenomeno sia immensamente gratificante. Ogni disegno è ricco di significato, perché permette il contatto tra l’inconscio e il conscio attraverso l’occhio e la mano, un tutt’uno con se stessi e con l’universo. Trasforma così il caos in ordine, dona la coscienza della realtà e l’infinita coerenza al mio esistere. Una delle caratteristiche più importanti dell’atto di disegnare è il modo in cui l’osservazione si identifica con ciò che l’artista sta contemplando. Il disegno è il mezzo che esprime più precisamente il mistero del pensiero umano.

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Se volete conoscere un artista, le sue creazioni nel campo del disegno sono inevitabilmente il punto di partenza ideale. L’esperienza di osservare un dipinto monumentale o un’opera di scultura può essere analoga a quella di una lettura accademica, o di una performance pubblica. Ma guardare attentamente un disegno originale tratto dal vero è un’esperienza del tutto diversa, analoga al “coltivare” una conversazione. Questo è dovuto al fatto che il disegno è un’attività intima per sua natura, in cui il pittore è costretto a riflettere su ciò che lo commuove: per questo è l’attività che, più di ogni altra, tende a rivelare il suo vero temperamento. Un disegno può costituire una mappa della mente, lineare o distorta, o qualcosa da cui siamo attratti, attraverso il quale dobbiamo cercare la via da percorrere, emergendone ispirati ed arricchiti.

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In sintesi, “un disegno può dare forma alla realtà, oppure prendere il volo”. La spiritualità di un dipinto consiste nel rendere reale ciò che è stato concepito dalla mente. Il disegno, in altre parole, dà sostanza all’immaginazione, essa viene filtrata e distillata per essere tradotta in arte, attraverso il talento e tanto studio, in modo che tutti possano goderne.

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Le immagini botaniche riprodotte in queste “pagine” fanno parte di una più ampia serie di disegni dal vero intitolato Daily Drawing Series. È nata per dare origine a una ricca serie di taccuini di ampio formato (35,56 cm x 27,94 cm), in cui celebro una varietà di tematiche a me care, fra cui il ritratto, il nudo, le conchiglie, il paesaggio e la storia dell’arte (in particolare quelli di Firenze e dintorni, l’ambiente in cui ho trascorso gli anni della mia formazione: Via de’ Serragli, quartiere di Santo Spirito e l’Istituto Statale d’Arte).

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Tutte le immagini sono realizzate in situ (“dal vero”) e sono il frutto di una pratica quotidiana, che esige un alto livello di concentrazione. Il disegno è sempre stato il “medium” fondamentale per connettermi con il mondo, ed è attraverso il disegno che riesco a guardare con attenzione ogni cosa.

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La pratica giornaliera del disegno dal vero mi rende consapevole su ciò che mi circonda e mi costringe a notare i più piccoli dettagli. Non solo, mi impone anche di dare un senso all’esistenza delle cose, invitandomi così a tentare di riprodurle in chiave realistica e creativa. Questo richiede attenzione e “prestare attenzione alle cose non è semplice e  in pochi sono disposti a farlo”. Quando disegno, riconosco la natura straordinaria delle cose, anche in quelle più comuni, che possono sembrare prive di importanza. Venero la storia dell’arte, è il mio tempio, dove vado a “pregare” ogni mattina. Considero l’atto di rappresentare con matite e colori un atto miracoloso.

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I lettori noteranno che nella realizzazione degli studi botanici è stata impiegata una varietà di tecniche e materiali, fra cui l’inchiostro di seppia, l’acquerello, il pastello e le matite colorate. Altrettanto varia è la gamma di linguaggi stilistici adottati. Questa gamma rispecchia la varietà di effetti, cromatici e formali, dei soggetti, stessi—soggetti che sono stati osservati, contemplati e disegnati nel corso delle mie passeggiate giornaliere, tra albe e tramonti. Nel periodo del Romanticismo, agli inizi dell’Ottocento, la passeggiata assunse un ruolo fondamentale nel processo creativo per poeti e pittori. Da questa tradizione della promenade, ricevo una grande ispirazione. Credo che il coordinamento occhio-mente-mano, unitamente al movimento corporeo, serva a ottenere una maggior immedesimazione con la natura.

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Se l’avvento della rivoluzione digitale nell’ultimo ventennio ha accelerato la distanza tra ideazione e disegno, ad oggi si avverte sempre più e non per caso il bisogno di una dimensione più spirituale affidata proprio a quel modo di disegnare, che, oltre a rappresentare l’espressione segnica, porta ad una maggior “comprensione” sensoriale della luce, della forma e dello spazio. Il potere evocativo del disegno, assegna un valore prezioso alle nostre percezioni nel mondo che ci circonda e a quella dimensione spirituale di cui tutti abbiamo bisogno. È per questo che valuto l’atto del disegno quale espressione di volontà umana, del tutto necessaria alla creazione stessa.

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La mia serie di taccuini inediti costituisce ormai una vera e propria biblioteca; rappresenta un omaggio all’illuminazione spirituale. Inoltre testimonia il fatto di essere arrivato, di aver visto e infine di aver disegnato, ispirato dalla fioritura della percezione e della rivelazione.

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Stephen Alcorn
Associate Professor
Virginia Commonwealth University .School of the Arts
Richmond, VA

Figure Drawing 45

Stephen Alcorn
Virginia Commonwealth Univeristy, Richmond, VA

A cura di Gioia Lomasti – impaginazione curata da Marcello Lombardo

È VIETATO COPIARE L’INTERVISTA O STRALCI DELLA STESSA INCLUSE LE IMMAGINI DI PROPRIETÀ DELLA ALCORNGALLERY (©www.alcorngallery.com) SENZA L’AUTORIZZAZIONE DEGLI AUTORI, IN QUANTO REALIZZATA IN ESCLUSIVA PER VETRINADELLEEMOZIONI.COM.

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