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Intervista di Michela Zanarella a Lorenzo Poggi

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Lorenzo Poggi intervistato da Michela Zanarella

Lorenzo Poggi


LE RIFLESSIONI POETICHE DI LORENZO POGGI

Lorenzo Poggi è nato a Roma. Laureato in scienze politiche, è stato per oltre venti anni capo redattore e responsabile di produzione della “Guida delle Regioni d’Italia”. Un grosso annuario di informazioni anagrafiche sulle principali strutture regionali in tre volumi e oltre 4000 pagine. Successivamente per dieci anni è stato direttore responsabile della “Guida ai Governi Locali” tutto incentrato sugli organigrammi politici e amministrativi di regioni, province e comuni. Dismessa questa attività, l’autore è tornato alla sua vecchia passione: la poesia, che già aveva rallegrato la sua prima gioventù.

Le sue poesie oltre che essere pubblicate integralmente sul sito “Poetare.it”, compaiono anche in altri siti come “Il Cantiere”, “Poetry & Literature” e “Poesie in calce”. Quattro le pubblicazioni, “Sassi sparsi” “Sussurri e grida”, “Il cielo che aspetta” e “La luna nel pozzo”.

Dopo anni di attività come capo redattore e responsabile di produzione della “Guida delle Regioni d’Italia” sei tornato alla tua grande passione, la poesia. Da cosa nasce l’esigenza di scrivere in versi?
Sin da giovinetto scrivevo poesie, poi l’attività lavorativa, l’impegno totale, mi ha impedito di coltivare questa passione anche se all’improvviso, anche se raramente, mi sono ritrovato a scrivere versi (più che scrivere debbo dire che sgorgavano autonomi). Quest’esigenza credo che almeno in parte derivi dal mio essere parco di parole, un po’ orso, un solitario sempre alla ricerca di sintesi, di parole che pesano.

Quattro pubblicazioni, “Sassi sparsi” “Sussurri e grida”, “Il cielo che aspetta” e “La luna nel pozzo”. Cosa distingue queste quattro produzioni poetiche e quale messaggio si cela in ognuna di esse?
Non credo si possa parlare di distinzioni. Sono raccolte cronologiche. Ad ognuna ho però cercato di dare un’identità sintetizzata nel messaggio iniziale. La prima, del 2010, “Sassi sparsi” vuole, già nel titolo, sintetizzarne il significato: sono sassi lanciati nelle acque chete del conformismo. Sono riflessioni sul nostro essere soli e sul nostro essere insieme. La seconda, del febbraio 2011, “Sussurri e grida” ha un titolo pretenzioso, ma rappresenta bene la mia poesia alternata tra riflessioni esistenziali e grida d’impegno sociale e politico. La terza raccolta, settembre 2011, “Il cielo che aspetta”
è in fondo al sentiero dei nostri buoni propositi. Il cammino si fa senza mediazioni, senza infingimenti. Contando mentalmente le idee durante il cammino ed archiviandole come pietre a prova di schiettezza e sincerità. Perché così mi piacerebbe siano considerate le mie poesie: schiette e sincere ma pesanti come pietre che colpiscono e fanno pensare.
La quarta silloge è del febbraio 2012, “La luna nel pozzo”. Vale forse la pena di rileggere la presentazione:
Affacciarsi in un pozzo e trovare la luna!
E’ lì che aspetta d’essere presa. Catturatela ! Portatela fuori! Sparpagliatela a terra. Riempitela di flash!
C’ero anch’io quella sera a far fuori la luna.
A saccheggiarla di sé con le mani di stelle.
Ma la luna non gradì e ritornò nel pozzo.
Morale:
1) A forza di tutto e subito ci siamo mangiati il mondo.
Per fortuna che la natura ogni tanto si ribella.
2) L’irrazionalità emotiva è sempre pronta a prendere il sopravvento sulla ragione.
3) Senza più i templi e le fedi chi comanda sono le futili mode perché non si sa più qual è il senso della vita.

Ho avuto modo di apprezzare le tue poesie, una in particolare mi ha colpito molto “In-contaminazioni”. “Sto scrivendo d’un mondo malato,/di statue di marmo e urla straziate” come vedi il mondo di oggi? Qual è secondo te il ruolo della poesia in questo tempo frenetico e moderno?
Il ruolo della poesia. Domanda importante. Il mondo di oggi lo vedo avvitato in un precipizio senza fondo. Le enormi contraddizioni stanno venendo al pettine. Un nuovo equilibrio si sta facendo strada con costi disumani. L’accumulazione del capitale e la legge del profitto sono giunti al capolinea. Ma anche il pianeta sembra giunto al capolinea. La poesia potrebbe essere importante anzi importantissima per disegnare una nuova qualità della convivenza tra gli uomini. Il problema è la sua diffusione, la diffusione cioè del suo modo di vedere le cose.

Una domanda che coincide con il titolo di una tua poesia, cos’è la Poesia per Lorenzo Poggi?
Poesia è un modo di vedere, un modo di osservare. Oltre l’immediato. E’ un porsi di fronte al reale. Tutto può essere poesia se s’inforcano gli occhiali del poeta.

Poesia e social network. Una tua riflessione.
Ultimamente sto pubblicando soprattutto su facebook all’interno dei gruppi poetici. Ho scelto questa strada per una maggiore visibilità sempre nell’ottica della massima diffusione del sentire poetico. Dopo la pubblicazione della mia quarta silloge (sempre col sistema del book on demand) avevo deciso di non pubblicare più nulla se non avessi trovato un editore vero. Verificata la farsa che spesso si nasconde dietro l’etichetta con cui si fregia il volumetto ho capito che non è questo l’obiettivo per la diffusione capillare della poesia. Ho così deciso di creare degli e-book da distribuire gratuitamente nell’ambito di facebook. Ad oggi sono stati diffusi ben quattro e-book: “Sapore di terra”, “Cerchi concentrici”,” Roma nostra”, “Poesie”.

Progetti per il futuro.
Non ho progetti se non continuare. E di corsa. Non ce n’ho poi tanto ancora di
futuro.

A cura di Michela Zanarella

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